“LA TRAPPOLA DI VENERE” A VENEZIA: L’INVITO DI GIANLUCA MECH A MIHAELA ANGHEL E SARA CRISTINA
ANGHEL PORTA SAN MARINO NEL DIBATTITO SULLA PREVENZIONE DELLA VIOLENZA.
Il progetto ideato da Gianluca Mech approda all’Hotel Excelsior durante l’83a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Con Mihaela Anghel e Sara Cristina Anghel, anche la voce di San Marino nel confronto internazionale sulla prevenzione.
05 Settembre 2026
Venezia, 5 settembre 2026 – Da San Marino a Venezia, passando attraverso un
percorso di sensibilizzazione iniziato nel 2025, La Trappola di Venere ha raggiunto il 3 settembre, una delle cornici più prestigiose del panorama internazionale: l’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, nello Spazio della Regione del Veneto, nell’ambito dell’ 83a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Il progetto, ideato e interpretato dall’imprenditore Gianluca Mech, ha portato al
centro del confronto il tema della prevenzione della violenza di genere, attraverso un approccio multidisciplinare che ha coinvolto personalità provenienti dal mondo della cultura, della televisione, della criminologia, del diritto, della formazione, dell’imprenditoria e dell'associazionismo.
Tra le presenze invitate da Gianluca Mech a questo prestigioso appuntamento, anche Mihaela Anghel, Presidente dell’Associazione Culturale Romeno-Sammarinese Dacia Senza Frontiere e del Kiwanis Club San Marino, e la Dott.ssa Sara Cristina Anghel, giurista ed esperta di deepfake e nuove forme di abuso digitale.
Una partecipazione che ha consentito di inserire anche la Repubblica di San Marino all’interno di un contesto internazionale di grande visibilità, accanto a personalità di spicco del panorama culturale e televisivo italiano.
DA SAN MARINO A VENEZIA, UN PERCORSO CHE CONTINUA
La presenza di Mihaela Anghel a Venezia si colloca all’interno di un percorso iniziato a San Marino e sviluppatosi attraverso diverse iniziative di sensibilizzazione.
La Trappola di Venere era stata infatti presentata nella Repubblica il 25 novembre 2025, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, dando vita a un primo momento di confronto sul tema della prevenzione.
Da quella prima esperienza il progetto ha continuato a svilupparsi, raggiungendo successivamente altre città e contesti istituzionali e culturali, fino ad approdare ora alla Mostra del Cinema di Venezia.
Per Mihaela Anghel, la partecipazione a questo appuntamento rappresenta quindi la naturale prosecuzione di un lavoro nel quale la cultura e l'impegno sociale diventano strumenti di dialogo e di collegamento tra realtà diverse.
In questa prospettiva, la presenza a Venezia assume anche un valore particolare per la Repubblica di San Marino, il cui nome è stato inserito in una cornice internazionale nella quale erano presenti personalità di rilievo del cinema, della televisione, della cultura, dell'imprenditoria e dell'informazione.
La partecipazione non è stata dunque soltanto una presenza individuale, ma l'occasione per testimoniare come anche una piccola Repubblica possa contribuire a un confronto su temi che oltrepassano i confini nazionali.
MIHAELA ANGHEL E LA DIPLOMAZIA CULTURALE
Nel corso del confronto, Mihaela Anghel ha sottolineato l'importanza di una collaborazione sempre più ampia nella prevenzione della violenza di genere,
evidenziando la necessità di costruire una rete capace di coinvolgere istituzioni, associazioni, mondo della cultura, scuola, famiglie e società civile.
È una prospettiva che si inserisce nel percorso portato avanti da Anghel attraverso Dacia Senza Frontiere e il Kiwanis Club San Marino, dove la cultura e l'impegno sociale vengono interpretati anche come strumenti per creare relazioni e favorire il
dialogo internazionale.
Il passaggio da San Marino a Venezia rappresenta, in questo senso, un esempio concreto di quella che può essere definita diplomazia culturale: utilizzare eventi, cultura e confronto pubblico per costruire ponti tra persone, istituzioni e Paesi.
La prestigiosa cornice veneziana ha offerto così l'opportunità di dare ulteriore visibilità alla realtà sammarinese e alle attività che, attraverso la cultura e la
sensibilizzazione sociale, vengono sviluppate dalla Repubblica anche in collaborazione con realtà italiane ed europee.
SARA CRISTINA ANGHEL: LE NUOVE FRONTIERE DELLA VIOLENZA DIGITALE
Accanto a Mihaela Anghel, la Dott.ssa Sara Cristina Anghel ha portato nel dibattito una prospettiva particolarmente attuale, legata alle trasformazioni della violenza nell'era digitale.
Giurista ed esperta di deepfake, Sara Cristina Anghel ha richiamato l'attenzione sulle nuove forme di controllo, manipolazione e umiliazione che possono essere esercitateattraverso gli strumenti tecnologici.
La diffusione non consensuale di immagini e contenuti, la manipolazione digitale, la falsificazione dell'identità e l'utilizzo distorto dell'intelligenza artificiale possono infatti diventare strumenti di pressione, ricatto e sopraffazione.
Un tema che assume una rilevanza particolare soprattutto per le nuove generazioni e che impone di ampliare il concetto stesso di prevenzione.
Il suo intervento ha così contribuito ad allargare il confronto oltre la dimensione tradizionale della violenza, portando l'attenzione anche su ciò che può accadere nello spazio digitale, dove oggi si sviluppa una parte significativa delle relazioni personali e sociali.
La presenza di Sara Cristina Anghel ha inoltre rappresentato un importante elemento di continuità con il percorso di Mihaela Anghel: competenze e generazioni diverse che si incontrano intorno alla necessità di costruire una cultura della
prevenzione.
SILVIA NANNI, UNA PRESENZA CHE ACCOMPAGNA IL PROGETTO DALL'INIZIO
Nel confronto veneziano è stata particolarmente significativa anche la presenza della Cav. OMRI Silvia Nanni, giurista e formatrice, esperta di politiche giovanili e familiari.
Personalità autorevole nel campo della formazione e della sensibilizzazione sociale, Silvia Nanni ha sostenuto La Trappola di Venere fin dalla sua prima presentazione a San Marino, il 25 novembre 2025, seguendone il percorso e contribuendo al
dibattito sui temi della prevenzione.
A Venezia ha condiviso il confronto accanto alla Dott.ssa Sara Cristina Anghel, mettendo in relazione la dimensione giuridica e tecnologica con quella educativa, familiare e sociale.
La sua presenza ha quindi rappresentato un elemento di continuità particolarmente significativo: una professionista che ha creduto nel progetto fin dalla sua origine sammarinese e che ha scelto di accompagnarlo anche nella sua tappa veneziana.
Per Mihaela Anghel, inoltre, la presenza di Silvia Nanni ha avuto anche un valore personale, quello di condividere questo importante momento con una cara amica e una professionista che ha seguito il progetto sin dalla sua prima edizione.
GIANLUCA MECH, L'IDEATORE E L'INVITO A VENEZIA
Al centro di questo percorso vi è Gianluca Mech, imprenditore, ideatore e interprete de La Trappola di Venere.
È stato Mech a invitare Mihaela Anghel e la Dott.ssa Sara Cristina Anghel a prendere parte al prestigioso appuntamento veneziano, riconoscendo il valore del loro contributo all'interno di un progetto costruito proprio sulla collaborazione tra competenze e sensibilità differenti.
Un invito che ha consentito di inserire la realtà sammarinese in un contesto di particolare rilievo, accanto a figure note del mondo dello spettacolo e della
televisione, tra cui Elisa D’Ospina, interprete di Afrodite Pandemia, e Valeria Marini, madrina del progetto e interprete di Afrodite Urania.
La scelta di Gianluca Mech conferma inoltre la natura multidisciplinare de La Trappola di Venere, che attraverso il linguaggio cinematografico affronta un
problema sociale complesso coinvolgendo professionalità provenienti da ambiti differenti.
ARRIVARE PRIMA
Il cuore del progetto è racchiuso proprio nel concetto di prevenzione.
La Trappola di Venere non si limita a raccontare la violenza quando ormai è stata consumata, ma cerca di interrogarsi su ciò che accade prima.
Bullismo, stereotipi di genere, possesso, controllo, rabbia, isolamento e modelli culturali distorti possono rappresentare segnali di un percorso che, se non
riconosciuto e affrontato, può degenerare. Afrodite Pandemia, interpretata da Elisa D’Ospina, rappresenta la voce del possesso e
della rabbia.
Afrodite Urania, interpretata da Valeria Marini, rappresenta invece la libertà, la capacità di lasciar andare e la possibilità di chiedere aiuto.
Stefano Andrea Macchi interpreta “La Legge”, simbolo del limite e della responsabilità.
Gianluca Mech interpreta inoltre un uomo condannato per femminicidio che, dal carcere, ripercorre il proprio percorso, cercando di comprendere come esperienze e comportamenti possano progressivamente trasformarsi in possesso e violenza.
Il confronto veneziano ha quindi riportato al centro una domanda essenziale: quanto prima possiamo riconoscere i segnali della violenza?
E soprattutto: quanto prima possiamo intervenire?
UNA RETE CHE ATTRAVERSA I CONFINI
La partecipazione veneziana conferma il carattere sempre più ampio del progetto.
La Trappola di Venere è sostenuta da Tota Pulchra, ANIM APS – Associazione Nazionale Italiani nel Mondo, MOIGE – “Proteggiamo i nostri figli”, Università
Telematica eCampus, Kiwanis San Marino, CNA Impresa Donna, Casa Africa,Dacia Senza Frontiere ed Elite.
Una rete che testimonia la volontà di affrontare il tema della violenza attraverso competenze differenti e attraverso il coinvolgimento di realtà appartenenti a mondi diversi.
Da San Marino a Roma, da Sanremo a Torino, fino a Venezia, il progetto ha continuato così il proprio percorso, portando il tema della prevenzione nei luoghi
della cultura, dell'educazione e del confronto pubblico.
SAN MARINO A VENEZIA
Per Dacia Senza Frontiere e per il Kiwanis Club San Marino, la presenza a Venezia rappresenta un ulteriore momento di apertura internazionale.
Attraverso l'invito di Gianluca Mech, Mihaela Anghel e Sara Cristina Anghel hanno potuto portare anche in questa prestigiosa cornice un contributo legato
alla realtà sammarinese, inserendo la Repubblica in un confronto che ha riunito personalità di spicco del panorama internazionale.
Un'occasione che dimostra ancora una volta come cultura, diritto, impegno sociale e relazioni internazionali possano creare ponti capaci di superare i confini geografici.
E in questo percorso, il passaggio da San Marino a Venezia assume un significato particolare: un progetto nato come momento di sensibilizzazione e confronto sul territorio sammarinese ha trovato, nel tempo, la strada per raggiungere una delle più importanti vetrine internazionali dedicate al cinema e alla cultura.
Perché la violenza non nasce in un istante.
E se esiste un momento prima, esiste ancora una possibilità.
La possibilità di riconoscere i segnali.
La possibilità di chiedere aiuto.
La possibilità di educare.
La possibilità di scegliere.
E, soprattutto, la possibilità di arrivare prima.
La Trappola di Venere non cerca soltanto il mostro.
Cerca il momento in cui un uomo può ancora scegliere di non diventarlo.
I PROTAGONISTI DEL PROGETTO
Ideato e interpretato: Gianluca Mech
Madrina e Afrodite Urania: Valeria Marini
Afrodite Pandemia: Elisa D’Ospina
La Legge: Stefano Andrea Macchi
Regia, riprese e montaggio: Federico Cassini
Musiche: André Pieri
Costumista: Giacomo Vitali
LA PRESENZA DI SAN MARINO
Mihaela Anghel
Presidente dell’Associazione Culturale Romeno-Sammarinese Dacia Senza Frontiere
Presidente Kiwanis Club San Marino
Dott.ssa Sara Cristina Anghel
Giurista ed esperta di deepfake e nuove forme di abuso digitale
Silvia Nanni, Cav. OMRI
Giurista e formatrice, esperta di politiche giovanili e familiari
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