EDOARDO VIVENZIO: L'INTERVISTA
"QUANDO IL CINEMA E' UNA QUESTIONE PERSONALE"
BIOGRAFIA:
Edoardo Vivenzio è un regista, attore e produttore italiano. Attivo nel panorama del cinema indipendente, si distingue per un approccio autoriale che lo vede spesso coinvolto in più ruoli, dalla scrittura alla regia fino all’interpretazione. Dopo una formazione in recitazione presso Studio Emme e numerose masterclass tra cui quelle con Adriana Sabbatini e presso Cinecittà, sviluppa un percorso che unisce teatro, audiovisivo e radio.
Nel corso della sua carriera ha lavorato in produzioni teatrali e audiovisive, firmando e interpretando diversi cortometraggi tra cui Indesiderato (2019), Nota Bene (2022) e Il Vagabondo (2025). In ambito cinematografico realizza i film Morto & Sepolto (2023) e A tutto gas (2024), nei quali ricopre i ruoli di sceneggiatore, regista e attore. Parallelamente, partecipa a produzioni televisive come la fiction Sky Alfredino - una storia italiana diretta da Marco Pontecorvo.
Attivo anche nel mondo radiofonico, conduce programmi su iORADIO e ha maturato esperienza nella conduzione e nello storytelling audio. La sua ricerca artistica si muove tra narrazione visiva, sperimentazione e performance.
1 Quando hai capito che questo sarebbe stato il tuo percorso e non solo una passione?
Quando vedevo che non riuscivo a fermarmi , ogni cortometraggio, ogni spettacolo teatrale veniva naturale senza sentire pesi , ansie e stress vari . Più andavo avanti e ne facevo di nuovi , più avevo voglia di farli e mettermi in gioco.
2 Ti muovi tra recitazione, regia e scrittura: in quale ruolo ti senti più “a casa” e perché?
Mi sento “a casa” quando recito , ma non solo cose che scrivo io , soprattutto recitare e fare l’attore per altri perchè mi piace dare alle storie una mia impronta e immedesimarmi in mille volti diversi.
3 Nei tuoi lavori spesso ricopri più ruoli contemporaneamente: è una scelta artistica o una necessità produttiva?
In realtà non c’è un perchè : quando sento di scrivere una storia che magari potrebbe appartenermi , la intepreto anche , poi capitano quei lavori dove ci sono amici fraterni e aggiungermi a loro può aiutare per avere una bella alchimia ed essere un valore aggiunto per il progetto.
4 Quanto ha inciso la tua formazione (Studio Emme, Cinecittà, workshop) nel tuo modo di lavorare oggi?
Qualsiasi tipo di formazione che ho fatto finora (e che continuerò a fare) ha inciso in maniera positivissima . Soprattutto dal punto di vista recitativo mi sono sbloccato moltissimo , mi sento molto più sicuro di me , poi invece dal punto di vista registico ho imparato un sacco di tecniche che oggi utilizzo quando giro qualsiasi cosa , ma soprattutto ho imparato ad ascoltare cosa fondamentale in questo ambito.
5 Il teatro ha un peso importante nel tuo percorso: cosa ti ha insegnato che il cinema non può darti?
Il teatro mi ha insegnato la libertà , infatti sopra un palco cambio completamente divento un folle , mentre poi nella vita privata sono timidissimo.
6 Guardando ai tuoi cortometraggi e film, qual è il filo conduttore che senti di portarti dietro?
Diciamo che nei miei cortometraggi non c’è un filo conduttore . Ci sono cose , vecchi film o avvenimenti a cui mi ispiro . Forse un piccolo filo conduttore c’è ed è la malinconia .
Quella nei miei lavori non manca mai. Ma nonostante questo amo ridere ed amo le commedie perchè ti fanno stare veramente leggero.
7 Nel panorama indipendente italiano, quali sono secondo te le difficoltà più concrete per un giovane autore oggi?
Secondo me è il farsi sentire . Purtroppo noi giovani e indipendenti dobbiamo scalare il monte Everest per farci “notare” da produttori , distributori e registi . Oggi c’è la viralità , se sei virale vai ovunque anche al cinema , se invece ami questo mestiere e vuoi creare arte per gli altri non ti cerca nessuno.
8 Hai lavorato anche in radio: quanto influisce il linguaggio audio sul tuo modo di raccontare per immagini?
La radio è un mezzo potentissimo , se fai radio e cinema devi per forza avere una visione chiara delle cose altrimenti lo spettatore che ti ascolta non riesce ad immaginarsi ciò che tu spieghi. Qui fai sentire veramente chi sei . Esce proprio il te umano , e poi amo intervistare le persone per sentire storie nuove e interfacciarmi con loro.
9 C’è un attore o un regista con cui sogni un giorno di lavorare, o che senti particolarmente vicino al tuo immaginario?
Ce ne sono tantissimi di attori/attrici con cui mi piacerebbe lavorare , dalla Ferilli , a Massimiliano Bruno , Edoardo Leo e Sydney Sibilia grandissimo regista .
Sicuramente anche Carlo Verdone che si avvicina molto al mio immaginario forse perchè è romano come me , ma anche perchè ha quella comicità agrodolce.
10 Cosa consiglieresti a un ragazzo che oggi vuole entrare in questo settore?
Non mollare mai ( ci penso spesso io , ma sono pensieri negativi che vanno tolti dalla mente) e di fare tanto qualsiasi cosa che sia arte o altri lavori bisogna provarci fino in fondo . Le batoste arrivano ma mai demoralizzarsi. Basta anche solo una cosa che riesce bene e sarà tutto in salita.
11 Qual è il lavoro che ti ha segnato di più tra quelli che hai realizzato finora, e perché?
Sicuramente è quando interpretai a teatro Erode (Jesus Christ Superstar) . Nonostante non sia un personaggio positivo , è rimasto impresso a tutti e bambini e adulti ancora oggi mi fermano chiamandomi Erode che non so se sia una cosa bella o brutta però mi diverte lo stesso e sono fiero e grato di ciò.
Mentre tra i cortometraggi realizzati Nota bene fu quello che scrissi in una notte e me lo sentivo veramente mio : la storia di questo ragazzo che aspetta l’autobus che non arriverà mai , l’allegoria della bellezza delle cose che noi non notiamo più (ci sono così attaccato che stiamo lavorando per il sequel)
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Commenti
In bocca al lupo!!!! e cin-cinema!