Da San Marino a Venezia: quando un progetto nato nella
Repubblica diventa una storia nazionale ed europea

“La Trappola di Venere” approda alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte
Cinematografica. Un percorso costruito attraverso cultura, educazione, istituzioni,
media e diplomazia culturale


Mihaela Anghel: «La cultura non conosce confini. Può trasformare un territorio in un
ponte e una comunità in un ambasciatore culturale»

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31 Agosto 2026

In foto: Mihaela Anghel - Canale Italia

VENEZIA, 31 agosto 2026 | Un progetto nato nella Repubblica di San Marino , cresciuto attraverso il dialogo con istituzioni, mondo della cultura, scuola, società civile e mezzi di informazione, approda oggi a Venezia , nel prestigioso contesto della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica .

Il 3 settembre 2026 , il progetto audiovisivo “La Trappola di Venere” , ideato da
Gianluca Mech , sarà presentato presso l’ Hotel Excelsior – Lido di Venezia, nello
Spazio della Regione Veneto , portando sulla scena internazionale un percorso
iniziato il 25 novembre 2025 nella Repubblica di San Marino.

In meno di un anno, l’iniziativa ha attraversato San Marino, Roma, Sanremo,
Castelvetrano, Torino, Padova e Venezia , entrando progressivamente in contatto
con istituzioni nazionali e regionali, rappresentanze diplomatiche, scuole,
associazioni, professionisti e realtà dell’informazione.

Un percorso nel quale il tema della prevenzione della violenza di genere si è  trasformato in un più ampio progetto di sensibilizzazione sociale, educazione e
responsabilità condivisa.
Ma è anche la storia di come un’iniziativa nata in un piccolo Stato europeo possa  acquisire una dimensione nazionale e internazionale quando attorno ad essa si crea una rete di cultura, informazione, istituzioni e società civile .

Un progetto nato a San Marino che ha superato i confini

Il percorso di “La Trappola di Venere” ha avuto origine il 25 novembre 2025 , nella  Repubblica di San Marino, in occasione della Giornata Internazionale per
l’Eliminazione della Violenza contro le Donne .
La manifestazione “Oltre il silenzio – La Trappola di Venere. Riconoscere, prevenire, rinascere” è stata organizzata dall’ Associazione Culturale
Romeno-Sammarinese “Dacia Senza Frontiere” , in collaborazione con il Kiwanis Club San Marino , sotto l’Alto Patrocinio della Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura della Repubblica di San Marino e dell’ Ambasciata di Romania in
Italia, San Marino e Malta .
Fin dalle sue origini, il progetto è stato concepito non come una singola manifestazione, ma come un percorso destinato a svilupparsi attraverso più territori e più linguaggi.
Tra le prime realtà dell’informazione a documentarne la nascita vi è stata San Marino RTV , che ha seguito il progetto fin dalle sue prime fasi, contribuendo a dare visibilità a un’iniziativa nata sul territorio sammarinese.
Da quel primo racconto mediatico il progetto ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, entrando nel circuito dell’informazione italiana e internazionale.
È proprio questa progressione a rappresentare oggi uno degli aspetti più significativi dell’esperienza: un progetto nato localmente è riuscito a costruire, tappa dopo tappa, una narrazione di dimensione nazionale ed europea.

Roma: il progetto entra nel cuore delle istituzioni italiane

Il 22 gennaio 2026 , “La Trappola di Venere” è approdata alla Camera dei Deputati – Sala della Regina .
L’evento, promosso e sostenuto dall’ On. Luciano Ciocchetti , ha riunito rappresentanti del mondo politico, giuridico, medico, psicologico, accademico,
culturale e associativo.
Particolarmente significativa è stata la presenza di Sua Eccellenza Gabriela Dancău, Ambasciatrice di Romania in Italia, San Marino e Malta , e di Sua
Eccellenza Marina Emiliani, Ambasciatrice della Repubblica di San Marino presso la Romania .
La presenza contemporanea delle due rappresentanze diplomatiche ha evidenziato la particolare vocazione del progetto: quella di creare connessioni tra Romania, San Marino e Italia , attraverso una tematica universale come la prevenzione della violenza.
In questa occasione Mihaela Anghel , Presidente dell’Associazione Culturale Romeno-Sammarinese “Dacia Senza Frontiere” e Presidente del Kiwanis Club San Marino , ha portato la voce delle due realtà associative all’interno di un contesto
istituzionale nazionale.
La tappa romana ha rappresentato un passaggio fondamentale nella trasformazione del progetto da iniziativa territoriale a percorso di interesse nazionale .
La manifestazione e il suo significato sono stati successivamente raccontati anche da Radio Romania Internazionale , contribuendo a proiettare il progetto oltre i confini italiani e a inserirlo nel più ampio contesto della comunità romena internazionale.

Dai grandi eventi alle nuove generazioni

Il percorso è proseguito il 25 febbraio 2026 nell’ambito di Sanremo Exclusive , con una successiva presenza presso lo Spazio Tenco , nel contesto delle iniziative del Fuori Sanremo .
Ma una delle caratteristiche più importanti del progetto è stata la scelta di non fermarsi ai grandi palcoscenici istituzionali.
“ La Trappola di Venere” è entrata infatti anche nelle scuole di Castelvetrano ,  portando il tema della prevenzione direttamente a contatto con le nuove generazioni. Perché la prevenzione della violenza non può essere affrontata soltanto quando il
fenomeno è già esploso.
Deve iniziare dall’educazione al rispetto, alla libertà, al consenso, alla dignità personale e alla responsabilità nelle relazioni .
È questa dimensione educativa ad aver consentito al progetto di dialogare non soltanto con il mondo della cultura e dell’informazione, ma anche con quello della scuola e della formazione.

Torino: il dialogo con le istituzioni regionali

Un ulteriore passaggio significativo si è svolto a Palazzo Lascaris, sede del
Consiglio Regionale del Piemonte , a Torino.
Alla manifestazione ha preso parte anche il Console Generale di Romania Cosmin Dumitrescu , rafforzando ulteriormente la dimensione istituzionale e diplomatica del percorso.
Tappa dopo tappa, il progetto ha così costruito una rete nella quale le rappresentanze diplomatiche, le istituzioni italiane e romene, le associazioni e la società civile hanno trovato uno spazio comune di confronto.

L'informazione come moltiplicatore culturale

Parallelamente alla crescita istituzionale, anche il sistema dell’informazione ha accompagnato l’evoluzione del progetto.
Dalla prima documentazione realizzata a San Marino RTV , il percorso ha progressivamente trovato spazio presso diverse realtà editoriali e televisive italiane e romene.
Radio Romania Internazionale ha contribuito a dare al progetto una dimensione internazionale, raccontandone il percorso oltre i confini italiani.
Canale Italia ha successivamente realizzato un’inchiesta e una registrazione televisiva presso gli Studio 12 di Rubano, Padova , portando il progetto
all’attenzione di un pubblico televisivo nazionale.

Anche CNA Impresa Donna ha documentato il percorso, evidenziando le diverse tappe attraversate dall’iniziativa: dalla Camera dei Deputati alle scuole di
Castelvetrano, dallo Spazio Tenco al Consiglio Regionale del Piemonte.  A queste realtà si sono affiancate, nel corso dei mesi, altre redazioni, testate
giornalistiche, media locali e nazionali e realtà editoriali che hanno contribuito  alla diffusione delle diverse iniziative , dando progressivamente al progetto una dimensione che va oltre il territorio nel quale è nato.
È proprio questa pluralità di voci ad avere contribuito a trasformare “La Trappola di Venere” da una singola iniziativa in una storia raccontata attraverso più territori e più comunità .

Una rete mediatica che costruisce una dimensione europea

Il ruolo dell’informazione, in questo percorso, non è stato semplicemente quello di
documentare gli eventi.
La progressiva attenzione ricevuta da diverse redazioni ha contribuito a creare una vera e propria rete di comunicazione culturale , capace di collegare San Marino con Roma, Sanremo, Torino, Padova, la Sicilia e, attraverso i media romeni, anche con il pubblico della diaspora e con la Romania.
È in questa dimensione che Mihaela Anghel individua uno degli aspetti più importanti della propria idea di diplomazia culturale .
«La diplomazia culturale non consiste soltanto nel rappresentare un Paese. Significa creare le condizioni perché persone, comunità, istituzioni e mezzi di informazione possano incontrarsi e riconoscersi all’interno di valori condivisi. Quando un progetto riesce a viaggiare attraverso territori diversi e viene accolto da più comunità, la cultura diventa realmente uno strumento di dialogo.»
In questa prospettiva, il contributo delle redazioni che hanno raccontato il progetto assume un valore particolare: ognuna, attraverso il proprio pubblico e il proprio territorio, ha contribuito a far viaggiare un messaggio nato a San Marino verso una dimensione nazionale ed europea.

Venezia: il ritorno sulla scena internazionale

Il 3 settembre 2026 , “La Trappola di Venere” raggiunge Venezia, nell’ambito della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica , presso l’ Hotel Excelsior – Lido di Venezia, nello Spazio della Regione Veneto .
La tappa veneziana rappresenta un momento particolarmente significativo perché chiude idealmente un primo ciclo del percorso.
Da San Marino a Venezia.
Dalla prima manifestazione del novembre 2025 a uno dei più importanti appuntamenti cinematografici internazionali.
Per la Repubblica di San Marino, questa evoluzione assume un valore simbolico importante: un progetto nato nel territorio della Repubblica, sostenuto da realtà associative sammarinesi e documentato fin dalle origini da un media sammarinese, raggiunge oggi una delle più prestigiose vetrine culturali internazionali.
La storia del progetto dimostra così come anche una realtà territoriale di dimensioni contenute possa generare iniziative capaci di dialogare con scenari
nazionali, europei e internazionali.

Mihaela Anghel e la diplomazia culturale

Al centro di questo percorso vi è l’attività di Mihaela Anghel , Presidente dell’Associazione Culturale Romeno-Sammarinese “Dacia Senza Frontiere” e
Presidente del Kiwanis Club San Marino .
Due ruoli distinti, due missioni complementari.
Attraverso “Dacia Senza Frontiere” , Mihaela Anghel promuove la cultura romena e
costruisce relazioni tra Romania, Repubblica di San Marino, Italia e comunità romene della diaspora . 

Attraverso il Kiwanis Club San Marino , porta invece al centro dell’azione la dimensione educativa e la responsabilità verso le nuove generazioni, nello spirito del motto internazionale:
“Serving the Children of the World”
Le due esperienze convergono nella convinzione che cultura ed educazione rappresentino strumenti concreti di prevenzione, responsabilità e costruzione del futuro .
La sua idea di diplomazia culturale nasce proprio da questa intersezione.
Non una diplomazia formale, ma una diplomazia costruita attraverso persone, cultura, relazioni, conoscenza reciproca e responsabilità sociale .
Romania e San Marino: due identità che dialogano con l’Europa
La particolarità del percorso di “La Trappola di Venere” risiede anche nella sua capacità di mettere in relazione due realtà apparentemente diverse ma accomunate da una forte vocazione culturale: la Romania e la Repubblica di San Marino .
La cultura romena viene così portata in contesti italiani e internazionali, mentre San Marino viene valorizzata come luogo di origine e piattaforma di dialogo per iniziative capaci di oltrepassare i confini territoriali.
È questa la prospettiva nella quale Mihaela Anghel interpreta il ruolo della diaspora.
La diaspora non soltanto come comunità che conserva le proprie radici, ma come ponte tra Paesi , capace di contribuire alla conoscenza reciproca, alla cooperazione e alla valorizzazione dei territori nei quali vive e opera.
«Essere parte della diaspora significa avere una responsabilità particolare: custodire le proprie radici senza chiudersi in esse e, nello stesso tempo, diventare parte attiva della società nella quale si vive. La cultura può permetterci di fare entrambe le cose.»

Un progetto dedicato alla prevenzione
Ideato da Gianluca Mech , “La Trappola di Venere” affronta il tema della prevenzione della violenza di genere , con particolare attenzione ai segnali
psicologici e comportamentali che possono precedere le manifestazioni violente.
Il progetto pone inoltre l’accento sulla necessità di coinvolgere l’intera società nel processo di prevenzione e di educare le nuove generazioni ai valori del rispetto, della libertà, del consenso e della responsabilità reciproca .
«La violenza contro le donne non è un problema che riguarda soltanto le donne. È un problema dell’intera società. Per questo dobbiamo
parlare di prevenzione, di educazione e di responsabilità condivisa. Se vogliamo cambiare il futuro, dobbiamo iniziare formando le
generazioni di domani.»
Venezia: il riconoscimento di Tota Pulchra
La tappa veneziana beneficia inoltre di importanti patrocini e sostegni istituzionali e
culturali .
Tra questi figura il patrocinio concesso da Tota Pulchra , presieduta da Mons. Jean-Marie Gervais, Prefetto Coadiutore del Capitolo della Basilica Papale di
San Pietro in Vaticano .
L’organizzazione promuove la bellezza come strumento di dialogo tra fede, arte e cultura e opera in una dimensione internazionale.
Il patrocinio rappresenta un ulteriore riconoscimento della dimensione culturale e sociale assunta dal progetto nel corso del suo percorso.

Da San Marino a Venezia: una storia costruita insieme
In meno di un anno, “La Trappola di Venere” ha collegato: San Marino → Roma → Sanremo → Castelvetrano → Torino → Padova → Venezia
Ma, soprattutto, ha collegato persone, istituzioni, comunità e territori .
Il progetto è cresciuto grazie alla collaborazione di realtà associative, istituzioni, rappresentanze diplomatiche, mondo della scuola, professionisti, operatori culturali e, in modo particolare, media e redazioni che hanno scelto di raccontarne le diverse
tappe .
Da San Marino RTV , che ne ha documentato le prime fasi nella Repubblica, a Radio Romania Internazionale , fino a Canale Italia, CNA Impresa Donna e alle
altre realtà editoriali e giornalistiche che hanno dato spazio al progetto , si è progressivamente costruito un racconto corale.
Un racconto che ha permesso a un’iniziativa nata a San Marino di acquisire una dimensione nazionale, internazionale ed europea .
Ed è proprio questo, in fondo, il significato più autentico della diplomazia culturale: non parlare soltanto di ponti, ma costruirli concretamente.
Un percorso che continua
La presenza a Venezia non rappresenta un punto di arrivo, ma una nuova tappa.
Il percorso di “La Trappola di Venere” dimostra che quando cultura, educazione, informazione, istituzioni e società civile decidono di dialogare, un progetto può superare i propri confini originari e assumere un significato più ampio.
Per Mihaela Anghel , questa esperienza rappresenta una nuova espressione di una missione costruita nel corso degli anni: trasformare la cultura in un ponte, la diaspora in una risorsa e la diplomazia culturale in uno strumento concreto di avvicinamento tra persone, istituzioni e Paesi.

Da San Marino a Venezia, passando attraverso alcune delle più importanti realtà istituzionali, culturali e mediatiche italiane, “La Trappola di Venere” racconta oggi una storia che appartiene a più Paesi e a più comunità.
Una storia nata nella Repubblica di San Marino e diventata, passo dopo passo, un messaggio italiano, romeno ed europeo.

PER INFORMAZIONI: www.daciasenzafrontiere.org 

Mihaela Anghel_ Intervista Canale Italia 

Locandina evento la Trappola di Venere - Venezia

Foto Mihaela Anghel e S.E. Marina Emiliani - Evento Camera dei Deputati, Roma

Foto Mihaela Anghel Gianluca Mech - Evento Sanremo Exclusive

Foto Mihaela Anghel Gianluca Mech - Evento Palazzo Lascaris Torino

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