Alessandro Negrini a Roma con “La Luna sott’acqua”
"Al Festival del Tempo il suo docusogno sul Vajont, tra memoria e resistenza"
03 Giugno 2026
ROMA, 03 Giugno 2026 – Roma accoglie La Luna sott’acqua, un docusogno che restituisce il Vajont come non è mai stato visto: non solo ferita storica, ma territorio vivo, sospeso e ancora in trasformazione.
L’opera di Alessandro Negrini attraversa il confine tra realtà e visione, tra documento e dimensione poetica, e sarà presentata domani alle ore 19 presso la Kou Gallery (Via della Barchetta 13), nell’ambito del Festival del Tempo. Il regista sarà presente alla proiezione e incontrerà il pubblico al termine della serata.
Il film arriva a Roma dopo un percorso internazionale che conta 30 selezioni ufficiali e 15 premi internazionali, tra cui il recente doppio riconoscimento al Thilsri International Film Festival in India, dove ha ottenuto il premio come Miglior Lungometraggio Documentario e Miglior Regia.
Coproduzione Italia-Slovenia prodotta da Incipit Film e Casablanca Film, La Luna sott’acqua è scritta da Alessandro Negrini insieme allo sceneggiatore Fabrizio Bozzetti.
Al centro del racconto c’è Erto, il paese simbolo del Vajont, un luogo che porta ancora le tracce profonde della tragedia del 1963 e delle trasformazioni successive. Il film si addentra nella sua condizione sospesa: una comunità che ha dovuto resistere allo spostamento, alla marginalizzazione e a un lento processo di cancellazione simbolica e amministrativa, fino al rischio di essere progressivamente dimenticata o ridotta a luogo residuale, “destinato a scomparire dalle mappe” in nome di una logica di profitto e centralizzazione dei territori.
Un cinema onirico e visionario, che si muove come un sogno dentro il tempo lungo di un luogo. Il film è stato realizzato nell’arco di dieci anni di lavorazione, seguendo un percorso raro nel panorama contemporaneo. Sta oggi incontrando un forte riscontro di pubblico e critica, anche per la sua natura fuori formato e profondamente immersiva.
I protagonisti sono gli abitanti stessi di Erto, che non interpretano semplicemente una storia, ma la abitano, rendendo il confine tra realtà e finzione sempre più sottile.
La Luna sott’acqua attraversa così il confine tra memoria e rimozione, interrogando il rapporto tra paesaggio e potere, tra ciò che resta e ciò che viene escluso dalla narrazione ufficiale. Il Vajont diventa non solo ferita storica, ma anche lente contemporanea sulla fragilità delle comunità e sulla resistenza dei luoghi.
La fotografia è firmata dal norvegese Oddgeir Sæther, storico collaboratore di David Lynch, mentre la voce narrante è affidata a Maria Pia Di Meo, celebre doppiatrice italiana che ha prestato la voce, tra le altre, a Meryl Streep, Jane Fonda e Vanessa Redgrave.
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