MEMORABILIA: USCITA AL CINEMA - DALL'ACTORS STUDIO ALLA CINETECA

"Giovanni Enrico Morassutti firma “Memorabilia”, affresco d'archivio sulla memoria collettiva e sull'identità italiana"

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15 Gennaio 2026

Nella foto: Giovanni Enrico Morassuti nel 2025

SAN VITO AL TAGLIAMENTO – Il 15 gennaio 2026 alle ore 21.00, il Cinema San Vito al Tagliamento, la cittadina friulana da dove ha origine la storia dei Morassutti, ospita la proiezione speciale di “Memorabilia: Una Storia di Famiglia”, il docufilm di Giovanni Enrico Morassutti che sta attirando l’attenzione della critica per la sua capacità di declinare la memoria privata in un affresco socio-culturale dell'Italia del Novecento.

 

Un modello di "Capitalismo dal volto umano"

Al centro dell’opera emerge la figura di Federico Morassutti (1876-1954), di cui quest’anno ricorre il 150° anniversario della nascita. Il film documenta un modello imprenditoriale pionieristico: un "capitalismo etico" che vedeva l'azienda non solo come centro di profitto, ma come comunità organica. Dalle radici nel Friuli profondo alla conquista dei mercati nazionali, la storia dei Morassutti è quella di un’impresa che già negli anni ’60 promuoveva la sostenibilità sociale, istituendo persino una compagnia teatrale interna per i dipendenti.

 

Il rigore dell’archivio e l’estetica della memoria

Prodotto da Morassutti Group in collaborazione con West 46th Films, il documentario è il risultato di una meticolosa operazione di recupero storico.

Grazie alla collaborazione con istituzioni d'eccellenza come la Cineteca del Friuli, l’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa e l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, il film porta sul grande schermo materiali inediti che documentano l’evoluzione estetica e sociale dell’Italia, inclusi i contributi architettonici di Bruno Morassutti, protagonista del modernismo italiano.

 

La critica e la visione d'autore

Formatosi tra il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e l''Actors Studio di New York, il regista Giovanni Enrico Morassutti firma un'opera che la critica ha già definito "un sentiero che ha un cuore" (Davide Pulici) e un "affresco della società italiana" (Mariella Cruciani, SNCCI).

"Il film è il mio diario personale, una ricerca sull'identità e un saluto alla giovinezza," dichiara il regista."Entrare nell'archivio è stato come parlare a chi non c'è più, ritrovando la dignità del lavoro e un profondo senso di comunità. Proprio il ricordo di quegli anni degli ex dipendenti mi hanno spinto a integrare le parti di New York, legando il mio nucleo innocente a quello dei protagonisti. È una carezza alla vecchiaia e un dialogo con la morte: il bisogno di trasformare la memoria in un linguaggio universale. A differenza del teatro, il film resta; ferma il tempo per sempre, come un quadro o una scultura."

 

Un caso nazionale di memoria condivisa

Sebbene le radici siano friulane, l’impatto del marchio Paolo Morassutti ha toccato l’intera penisola. Il film raccoglie testimoniane che uniscono l'Italia: dagli storici punti vendita di Roma (via Merulana) e Napoli, alle filiali di Mantova, Belluno e Genova, trasformando lo scavo autobiografico dell'autore in una "casa dei ricordi" per migliaia di ex dipendenti e clienti in tutto il Paese.

 

Uno dei magazzini della ditta progettato dall’architetto Bruno Morassutti

Proprietari e i dipendenti della ditta Morassutti

Punto vendita Paolo Morassutti di Viale Regina Margherita a Roma neli anni 60

Federico Morassutti (1876-1954)

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